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ABSTRACT SCHEMA DI CERTIFICAZIONE
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ELENCO DELLE PERSONE CERTIFICATE
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Focus On
La medicina ha coniato il concetto di ‘malattia’ e aderisce a questo concetto nella sua attività. Il ragionamento diagnostico assume così le caratteristiche del riconoscimento, ad esempio, di un’impronta digitale: si ricercano i punti di identità fra malattia conosciuta e situazione clinica del paziente e, quando i punti di identità superano un certo numero, si definisce la diagnosi. Tuttavia, il singolo malato, potenzialmente sempre, ma in particolare oggi con il progressivo invecchiamento della popolazione, può presentare con un quadro clinico complesso in rapporto alla coesistenza di più condizioni morbose, non solo, ma anche di determinanti di natura psico-sociale in grado di condizionare in misura rilevante gli esiti di salute. Questo complica e rende più difficile, e talora impossibile, il processo di identificazione delle singole malattie con i bisogni del paziente. La complessità è un tema che sostanzialmente non è al momento presente in modo organico nella formazione curricolare e post-curricolare. Tuttavia, essa e ben presente nell’elenco delle problematiche all’attenzione del Servizio Sanitario Nazionale e lo è, fortunatamente, nella sensibilità dei medici che hanno un’attenzione complessiva per il loro paziente. Affrontare questo problema appare oggi doveroso. La lettura della complessità può essere molto articolata e sicuramente i Medici che affrontano pazienti complessi devono trovare una strada, anche quando questa strada va cercata passo-passo come in un campo minato. Riflettere sulla complessità è innanzitutto un bisogno della moderna attività del Medico, per cercare di decodificarne i vari elementi senza perdere la ricchezza dell’insieme. Attualmente, esistono molte linee guida basate sulle evidenze, quasi sempre di ottima fattura, che offrono riferimenti solidi per pazienti affetti da una singola condizione morbosa, mentre l’esperienza clinica quotidiana propone assai frequentemente condizioni multiple. Questa contraddizione tra linee guida per condizioni elementari e realtà cliniche complesse pone problemi di soluzione assai difficile. Quando si parla di comorbidità è implicita la decisione su quale sia la morbidità e quali le comorbilità, il che è non solo arbitrario, ma soggetto a cambiamenti nel decorso di una osservazione, anche breve. Il tutto reso ancor più difficile dalla necessità di considerare nel singolo paziente e nel suo contesto di vita le condizioni di fragilità, da intendersi come condizione a rischio di esiti avversi sia di tipo generale (morte, perdita di autonomia), sia di eventi-indice che richiedono accessi in Pronto Soccorso e/o ospedalizzazione. Affrontare la fragilità e in generale i problemi dell’invecchiamento implica la necessità di saper maneggiare strumenti in grado di valutare i deficit funzionali delle varie dimensioni: stato funzionale (ADL, IADL), stato di salute (farmaci in uso), mobilità, stato cognitivo, stato nutrizionale, attività fisica, aspetti socio-economici. Il percorso idoneo per questo obiettivo è la Valutazione Multi Dimensionale intesa come processo diagnostico e prognostico interdisciplinare che valuta i singoli deficit presenti nelle varie dimensioni sopra citate. Di grande valore a questo scopo le “Linee Guida sulla Valutazione Multi Dimensionale della persona anziana”, registrate nel SNLG dell’Istituto Superiore di Sanità (ISS) promosse da SIMG (Società Italiana di medicina Generale e delle Cure Primarie) e SIGOT (Società Italiana Geriatria Ospedale Territorio) con il supporto metodologico dell’ISS e la condivisione di venticinque società scientifiche.
Scopo di questo percorso è di aumentare le competenze cliniche e metodologiche per una valutazione complessiva, multidimensionale, interdisciplinare, della persona anziana e/o fragile, senza dimenticare di sviluppare capacità relazionali e interattive.
Il Candidato deve dimostrare di saper identificare le condizioni di fragilità eventualmente presenti nei suoi pazienti e assistiti anziani, anche con il ricorso a interventi di “medicina di iniziativa” mediante strumenti di screening della fragilità). Obiettivo finale: elaborare piani personalizzati di cura sulla base degli esiti della sua Valutazione Multidimensionale eseguita con strumenti validati dalle Linee Guida nazionali.
Scopo e Campo di applicazione
Esperto in Medicina della Complessità, significa aver acquisito le competenze necessarie per svolgere la propria attività secondo iter diagnostico terapeutici integrati, per affrontare in modo globale, nello stesso paziente, condizioni cliniche, psicologiche e sociali che interagendo tra di loro, producono situazioni complicate di malattia e pongono il paziente in condizioni di svantaggio.