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Il Medico Esperto in Cure Palliative (MECP) risponde ad una forte esigenza del nostro sistema di Cure, confermata dall’ultimo rapporto al Parlamento da cui emerge che nel 2017 sono stati presi in carico dalle Reti di Cure Palliative poco più di 40.000 malati in tutta Italia a fronte di un bisogno di 210.000.
Il MECP è figura professionale in grado di svolgere in modo competente una serie di compiti quali: identificazione precoce dei malati con bisogni di cure palliative, eseguire una Valutazione Multidimensionale, mettere in opera la pianificazione della cura attraverso un Piano di Cura Individuale (PAI) e rivalutarlo nel tempo in funzione dei bisogni emergenti. Inoltre, il MECP deve essere in grado di riconoscere le cosiddette “fasi di malattia” ed attraverso strumenti validati identificare il malato complesso che deve essere tempestivamente segnalato alla Reti di Cure Palliative. Inoltre, non secondario, saper gestire le cure di fine vita che solo in parte possono essere assegnate agli Operatori della Rete di Cure Palliative, avvenendo a casa o in ospedale la maggior parte dei decessi avvengono in casa o in ospedale. Fondamentale, dunque, la sua capacità di aiutare in modo concreto malato e famiglia nell’affrontare il percorso verso il fine vita, rendendo quindi sostenibile il sistema delle cure palliative. La Presenza di un Medico esperto in Cure Palliative nei diversi setting (Territorio, Ospedale, RSA) potrebbe fare la differenza nel Servizio Sanitario Nazionale poiché oltre a diffondere la cultura delle Cure Palliative, rende sostenibile l’offerta di un approccio palliativo a tutti i malati che si avvicinano alla fase finale della vita e accompagna quelli a minor complessità ad una morte dignitosa.
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Scopo e Campo di applicazione

Per cure palliative si intende “l’insieme degli interventi terapeutici, diagnostici e assistenziali, rivolti sia alla persona malata sia al suo nucleo familiare, finalizzati alla cura attiva e totale dei pazienti la cui malattia di base, caratterizzata da un’inarrestabile evoluzione e da una prognosi infausta, non risponde più a trattamenti specifici”. La Legge 38/2010, che ha istituito la Rete di Cure Palliative, sancisce il diritto di tutti i cittadini ad accedere alle cure palliative. Le evidenze di questi ultimi anni hanno permesso di chiarire che le cure palliative non debbono essere limitate né confuse con la sola cura dei sintomi (es dolore), ai malati oncologici e soprattutto non debbono essere limitate alle ultime settimane di vita. Lo scenario quindi si allarga notevolmente e dal punto di vista epidemiologico i malati con bisogni di cure palliative in Italia, considerando ti i malati che muoiono per tutte le malattie, identificati nel momento in cui si avvicinano alla fine vita sono circa 1100/1200 malati ogni 100 mila abitanti. Si stima che la Rete Specialistica, anche strutturata al meglio, non possa prendere in carico che 350 malati ogni 100 mila abitanti, mentre gli altri 750-850 malati ogni 100 mila abitanti dovrebbero essere presi in carico dai Medici di Medicina Generale.
Peraltro, dall’ultimo rapporto al Parlamento nel 2017 sono stati presi in carico dalle Reti poco più di 40.000 malati in tutta Italia a fronte di un bisogno di 210.000.
Diventa fondamentale quindi l’identificazione precoce dei malati con bisogni di cure palliative da parte di tutti i medici che prendono in cura i malati (Medici di Medicina Generale, Medici Ospedalieri, Medici di RSA). Non solo. All’identificazione deve seguire una Valutazione Multidimensionale e la messa in opera di una pianificazione della cura attraverso un Piano di Cura Individuale, che va rivisto nel tempo in funzione dei bisogni. Inoltre, questi medici debbono essere in grado di riconoscere le cosiddette “fasi di malattia” ed attraverso strumenti validati identificare il malato complesso che deve essere tempestivamente segnalato alla Reti di Cure Palliative. Inoltre, non secondario, solo una parte delle cure di fine vita possono essere assegnate agli Operatori della Rete di Cure Palliative. La maggior parte dei decessi avvengono in casa o in ospedale dove sono necessari MMG e Medici dei Reparti Ospedalieri che sappiano accompagnare i malati ad una morte dignitosa con o senza l’aiuto della consulenza degli operatori della Rete. Questo assume ancora più significato in corso di pandemia come si è visto durante il passato anno pandemico in seguito all’eccesso di mortalità. È chiaro quindi che la presenza di un medico sul territorio, in ospedale, nelle RSA che abbia sviluppato particolari competenze nei processi di identificazione, valutazione multidimensionale, pianificazione delle cure, riconoscimento del malato complesso e segnalazione rende efficace l’intervento della Rete di Cure Palliative, aiuta in modo concreto malato e famiglia nell’affrontare il percorso verso il fine vita, rende sostenibile il sistema delle cure palliative. La Presenza di un Medico esperto in Cure Palliative nei diversi setting (Territorio, Ospedale, RSA) potrebbe fare la differenza nel Servizio Sanitario Nazionale poiché oltre a diffondere la cultura delle Cure Palliative, rende sostenibile l’offerta di un approccio palliativo a tutti i malati che si avvicinano alla fase finale della vita e accompagna quelli a minor complessità ad una morte dignitosa.
La presenza di un MMG esperto diventa inoltre strategica per la formazione dei medici di famiglia che potrebbero prendersi cura con maggiore appropriatezza dei loro malati a casa dove è bene che essi vengano curati.