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ELENCO DELLE PERSONE CERTIFICATE

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L’International Association for the Study of Pain (IASP) definisce il dolore come “un’esperienza sensoriale ed emozionale spiacevole, associata o meno a danno tessutale, in atto o potenziale, o descritta in termini di un simile danno”. Tale definizione pone l’accento sulla natura soggettiva della sensazione dolorosa, risultato di una complessa catena che elabora lo stimolo nocicettivo di partenza e permette di associare ulteriori proprietà allo stimolo algico, quali ad esempio la componente motivazionale-affettiva, in ragione dei propri vissuti. Il “dolore sintomo” è espressione di un processo patologico che si riscontra in diverse situazioni cliniche, rappresentando una delle manifestazioni più importanti della malattia con una stretta correlazione tra la lesione determinata dalla patologia e il sintomo; deve essere distinto dal “dolore malattia” elemento costitutivo di malattia o addirittura come malattia a sé stante. Nel “dolore malattia” la lesione e i processi patologici generano meccanismi patogenetici che amplificano e mantengono il dolore minando la qualità di vita del paziente, sia da un punto di vista fisico che psicologico; ne consegue una sua presenza continua che instaura un circolo vizioso di depressione, ansia e altri disturbi emotivi con un pesante impatto sulla vita di relazione e sugli aspetti psicologici e sociali caratteristici della persona.

Scopo e Campo di applicazione

Il problema dolore determina un rilevante carico di lavoro nel setting della Medicina Generale essendo uno dei principali motivi di contatto medico-paziente e produce un impatto significativo sulla salute delle persone, con rilevanti ripercussioni sociali ed economiche (frequenti accessi al Pronto Soccorso, Ricoveri Ospedalieri, consumo di farmaci). Dal punto di vista epidemiologico una richiesta su tre di consulto con il Medico di Famiglia è legata al problema del dolore. Il dolore persistente coinvolge circa il 20 % della popolazione assistita, ma è stato stimato che solo il 3-4% abbia necessità di una consulenza specialistica. La Legge 38/2010 ha istituito la Rete di Terapia del Dolore, purtroppo non ancora sviluppata in Italia in modo omogeneo ed in grado di rispondere ai bisogni dei cittadini. La Medicina del Dolore non è mai stata argomento oggetto di aggiornamento costante né in ambito di laurea magistrale, né nei corsi di aggiornamento costante per i Medici di Medicina Generale. Inoltre, le conoscenze in tale campo si sono sensibilmente sviluppate in questi ultimi anni e sono tali da permettere, con strumenti molto semplici e a disposizione di ogni medico di medicina generale, la identificazione del tipo di dolore (Nocicettivo Infiammatorio/Meccanico Strutturale, Neuropatico e Mixed). La tipizzazione del dolore consente un approccio farmacologico razionale (terapia combinata) per il suo controllo. Vi sono poi criteri per l’invio ai Centri di Terapia del Dolore di primo e secondo livello (Spoke, Hub).

Si rende necessaria e urgente una attività di aggiornamento capillare e continuo per tutti i Medici di Medicina Generale che possono avere necessità di una consulenza (di norma non bad-side) di un Medico esperto in Medicina del Dolore senza ricorrere al Medico Specialista (spesso non presente o con lunghe attese). Questo permette non solo di soddisfare un diritto esigibile eticamente inoppugnabile, ma di permettere la ripresa tempestiva dell’attività lavorativa, ricreativa, sociale.